SAN MAURO MARCHESATO


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Il Commento di De Marco

NOTIZIE POLITICHE E AMMINISTRATIVE

Finalmente il sindaco di San Mauro Marchesato ha chiarito!

Lo ha fatto con una lunga lettera pubblicata sul Crotonese che riporto in altra pagina per chi non l’ha letta.

Eppure bastava che qualche tempo fa scrivesse cinque righe di dimissioni dal partito, per evitare il trambusto che ne è scaturito, invece ha preferito un comportamento omissivo. Stessa cosa per il calcio. Divenuto Sindaco, se il tempo non glielo consentiva, doveva dimettersi da presidente, piuttosto che lasciare fare ad una persona esterna. Questi comportamenti, per me sono stati un’eccessiva ingenuità, per altri un delirio di onnipotenza.

Un sindaco è un uomo pubblico e, quindi, come tale le sue azioni politiche ed amministrative giocoforza hanno un’eco nel paese e fuori. Fa male a meravigliarsi ed eventualmente arrabbiarsi.

Politicamente mi sono messo da parte, forse sbagliando ed ho sostenuto, con grande fiducia, Rajani e la sua compagine, ignaro di quello che sarebbe accaduto in meno di un anno.

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Il CALCIO, personaggio più illustre della campagna elettorale amministrativa, è caduto sotto gli imperdonabili colpi di fionda di chi lo aveva per tanti anni reso vigoroso e vibrante. Per fortuna, grazie a poche persone e ai tanti giovani volenterosi, non si è celebrato il funerale sperato da qualcuno. Ora, questo povero ragazzo, è tramortito su un letto, assistito da pochi, nella speranza che dopo questa lunga convalescenza possa guarire.

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La POLITICA è deceduta completamente. Non ci sono più partiti organizzati e in giro si vedono solo cerca voti per questo o per quel personaggio. La morte di questa splendida ragazza l’avevo però annunciata, tant’è, che a morta avvenuta, un noto professore locale mi ha gridato dal finestrino della sua auto: “Che fortuna che hai, sei anche profeta”. Ma quale profeta! E’ accaduto come al CALCIO. Se fai una squadra tutta da esterni, se ti fidi solo di una persona per giunta non di San Mauro, prima o poi chiudi (così sostenevo qualche anno fa). Per la POLITICA non ci voleva un grande pensatore, ma solo una piccola riflessione. Un partito di massa che nasce come si è formato il Pd a San Mauro che futuro poteva avere. Alcuni storicamente diessini hanno preferito restare alla finestra, altri, pur tesserandosi, si sono appartati. Della Margherita, sono rimasti senza tessera gli esponenti più di spicco: il sottoscritto e Peppe Borda. Le primarie per il Sindaco e per il Segretario hanno avuto , rispettivamente un solo candidato. Alla competizione elettorale, per la prima volta nella storia sammaurese, una sola lista. Per prevedere la fine ci voleva proprio tanto?

Per quanto mi riguarda, non mi stancherò di dire che, malgrado la mia coerenza, mi è stata negata la tessera del Pd, solo perché, coerentemente con gli impegni assunti nel Partito, sono stato fedele fino alla fine. Ma la coerenza, per alcune persone, è un peccato.

Avevamo fatto un patto con l’avv. Carmine Barbuto, con l’accordo di tutti. Sapevamo che era simpatizzante di destra, ma il patto non era con qualsivoglia partito, ma con un galantuomo, con una persona onesta, corretto nell’agire e nei modi, rispettoso delle idee degli altri e di un programma elettorale, fatto quasi interamente da noi.

Questo patto, contro tutti e con l’aiuto di Peppe Borda, ho voluto onorare e ne sono fiero, anche se mi è costato la non iscrizione al Pd.

Queste stesse persone, dopo il loro passaggio a destra, che dicono ora di me? Sono ancora in peccato o mi hanno assolto? Mi auguro che l'assoluzione non sia privilegio di pochi.

Molti politici improvvisati (ce ne sono ancora tanti in giro) si sono nascosti (e vorrebbero continuare a nascondersi) dietro i voti delle persone oneste, telefonando a destra e a sinistra a risultato raggiunto, mentre io esprimevo apertamente e con coerenza la mia posizione. Malgrado avessi conoscenza che altri indossavano più di una casacca, io, senza salire e scendere come questi le scale di Via Roma, e anche altre scale, sono rimasto sempre legato, e non me ne vergogno a dirlo, a Enzo Sculco, pur non avendo mai ricevuto alcun favore. L’ho fatto perché era e resta, a mio modesto parere, una mente illuminata, un politico che affronta i problemi e, senza le travagliate vicende giudiziarie, sicuramente oggi per il Crotonese si sarebbe scritta un’altra storia.

Cosa faccio ora, si chiedono quelli che si vantano di aver … sepolto ….. ,con un colpo solo, me, Peppe Borda e alcuni persone oneste di sinistra che, con poca fantasia, vengono definiti Talibani. Ma può interessare tutto questo?

Possibile che anche i loro “morti” fanno paura?

Una cosa è certa:

In politica, se mi va di tornare, decidererò io quando farlo. Non mi sento vecchio né…. sepolto.... e sono pieno ancora di entusiasmo e di tanta voglia di fare il bene comune.

Mario De Marco


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